Breve introduzione alle malattie dei pesci
Oltre ai pesci nei nostri acquari vivono altri organismi con i quali inevitabilmente vengono a crearsi delle relazioni. Il risultato di queste associazioni dipende molto da equilibri che possono essere controllati dall’acquariofilo attraverso una corretta gestione del sistema acquario.
Lo scopo di questo articolo è quello di presentare all’acquariofilo alcune classi di agenti patogeni di cui si sente spesso parlare quando si discute delle malattie dei pesci. L’argomento sarà trattato in maniera estremamente semplice e limitandosi alle generalità.
La conoscenza se pur superficiale di alcuni agenti patogeni, può essere utile nel prevenire, nel curare e più semplicemente nel capire meglio cosa hanno i nostri pesci.
I microrganismi sono definiti patogeni quando la loro attività provoca disfunzioni nell’organismo che li ospita. Si parla di parassitismo quando esiste una intima relazione fra due organismi diversi, il parassita e l’ospite, dove il parassita si nutre sottraendo prodotti e tessuti all’ospite il quale ne ritrae effetti dannosi.
Analizzeremo i diversi tipi di parassiti nel seguente ordine: Virus, Batteri,
Protozoi ,
Funghi, Metazoi.
I virus
Sono i più piccoli agenti patogeni, costituiti solo dall’unione di una proteina con un acido nucleico, incapaci di riprodursi se non a spese di una cellula. Questa caratteristica fa dei virus dei parassiti obbligati. Quando un virus attacca una cellula, le trasmette subito il suo materiale genetico. Il DNA della cellula viene distrutto ed essa stessa diventa il mezzo riproduttivo del virus autodistruggendosi. L’identificazione del virus come causa di una malattia non è alla portata dell’acquariofilo, basti pensare che l’ osservazione dei virus avviene tramite sofisticati microscopi elettronici decisamente lontani dalla portata dei comuni appassionati.
Nel caso di infezioni virali, se il pesce riconosce il virus, attua le sue difese mettendo in circolo particolari anticorpi che combattono il parassita. Nel caso in cui il virus riuscisse ad indebolire notevolmente il suo ospite, il sistema immunitario potrebbe non riuscire a contrastare l’infezione.
I pesci affetti da infezioni virali vanno isolati adottando come uniche misure il miglioramento delle condizioni igieniche della vasca e la somministrazione di ottimo cibo e vitamine.
I batteri
Sono organismi unicellulari che prendono il nome di procarioti - il loro DNA si trova in un punto del citoplasma senza essere delimitato da alcuna membrana. Esiste una classificazione morfologica che suddivide i batteri in base alla loro forma in cocchi, bacilli, spirilli, stafilococchi. Osservandoli al microscopio i cocchi hanno una forma sferica, i bacilli sono bastoncini a volte ricurvi, gli spirilli somigliano ai bacilli ricurvi ma più piccoli e mobili infine gli stafilococchi sono piccoli filamenti di cocchi aggregati tra loro. I batteri si riproducono dividendosi in due parti (per scissione diretta) e se le condizioni ambientali sono favorevoli questo processo avviene molto velocemente incrementando a dismisura il numero di microrganismi. Molti di essi presentano le cosiddette forme di resistenza o spore che possono sopravvivere per lunghi periodi in uno stato di inattività. Quando le spore giungono in ambienti favorevoli riprendono le loro attività dando origine ad altri batteri. Non tutti i batteri sono patogeni, basti pensare alle preziose colonie batteriche che si insediano nel filtro per degradare la materia organica prodotta dal metabolismo dei pesci e delle piante. Quelli patogeni invece provocano stati infiammatori nei tessuti colpiti. A differenza delle infezioni da virus quelle causate da batteri possono essere trattate con successo utilizzando antibiotici specifici che uccidendo i batteri o inibendone la crescita, favoriscono il sistema immunitario nel risolvere l’infiammazione. E’ fondamentale somministrare il giusto farmaco e soprattutto nelle dosi giuste, una dose blanda potrebbe non riuscire a contrastare l’infezione favorendo la formazione di batteri resistenti al principio attivo utilizzato. Dosi eccessive potrebbero essere letali oltre che al parassita anche al suo ospite. Le infezioni batteriche possono dar luogo ad arrossamenti epidermici, gonfiori dell’addome, della vescica natatoria e degli occhi. In alcuni casi un prolungato innalzamento della temperatura potrebbe causare tali infezioni, infatti con l’aumentare della temperatura il metabolismo dei batteri viene stimolato notevolmente. Altro importante fattore ambientale da tenere sotto controllo è la quantità di materiale organico presente in acqua. Come abbiamo già detto esistono specifici batteri, normalmente non patogeni, che degradano questi composti. Se la loro concentrazione aumenta a causa di un eccesso di sostanze organiche possono diventare patogeni per i pesci più deboli.
Protozoi
Anche se più complessi, i protozoi come i batteri sono microrganismi unicellulari. Spesso questi organismi sono muniti di ciglia o flagelli utilizzati come mezzi locomotori. Di dimensioni maggiori rispetto ai batteri, i protozoi possono essere osservati con l’ausilio di un buon microscopio ottico riuscendo ad esempio a distinguere se si tratta di ciliati, flagellati o di altre specie.
Come nel caso dei batteri, non tutti i protozoi sono patogeni per i pesci o almeno lo diventano solo in circostanze di forte indebolimento del pesce o a causa di pessime condizioni ambientali.
Alcune specie vivono nell’organismo dei pesci senza dare alcun segno della loro presenza, un esempio pratico è dato dall’ hexamita, che vivendo nell’intestino dei pesci in condizioni normali non reca danni evidenti ma in condizioni favorevoli potrebbe addirittura ucciderlo.
Altri protozoi popolano gli acquari anch’essi senza recare danni significativi ai pesci. Si può dire che sono presenti in una forma latente e colpiscono più facilmente individui indeboliti, stressati o nuovi ospiti che non hanno ancora sviluppato adeguate forme di difesa.
Funghi o miceti
Quelli patogeni sono responsabili di un gruppo di malattie dette micosi che colpiscono generalmente la pelle dei pesci e meno frequentemente i loro organi interni..
La mucosa dei pesci rappresenta un valido mezzo protettivo contro le fungosi, infatti i funghi si attaccano solo dove la mucosa è danneggiata. L’attacco è facilmente identificabile ad occhio nudo grazie alla presenza di ife (filamenti bianchi) sulle zone colpite. È importante sapere che molti funghi possono divenire patogeni nel corso di intensi e prolungati trattamenti antibiotici.
Metazoi
I metazoi sono organismi pluricellulari, spesso visibili anche ad occhio nudo. Molti di essi parassitano sia la superficie esterna del corpo dei pesci che l’interno dell’organismo. Nel caso di parassiti esterni si parla di ectoparassiti, mentre nel caso di parassiti interni si parla di endoparassiti.
Gli ectoparassiti muniti di uncini vivono sulla pelle o le branchie dei pesci provocando danni dove generalmente poi potrebbero manifestarsi infezioni batteriche.
Gli endoparassiti esplicano la loro azione dannosa sottraendo nutrimento all’ospite e in molti casi causando occlusioni intestinali. I pesci affetti da metazoi presentano caratteristici sintomi: Respirazione accelerata, dimagrimento, inappetenza e macchie sulla pelle.
I farmaci utilizzati per combattere infestazioni da metazoi, possono agire uccidendo il parassita direttamente o bloccando il suo metabolismo lasciandolo morire di fame. Non tutti i farmaci hanno effetto sulle uova dei metazoi, è quindi importante ripetere il trattamento una seconda volta a distanza di alcuni giorni per liberare i pesci dai parassiti appena nati.